Un libro molto particolare – la prima critica

MULTIVERSEIl Creatore gioca a dadi.

Un ragazzo scappa in una cattedrale, nel colonnato che cambia e racchiude tutti gli stili architettonici conosciuti. Poi finisce con un omicidio. Ecco, forse pensate di aver sbagliato libro. E invece no.

Partiamo dal titolo. Per molti non ha molto senso ma per i fisici è pieno di significato.

Einstein, in risposta ad una lettera, fece l’affermazione “Dio non gioca a dadi con l’universo”. Aveva pareri sulla Meccanica Quantistica molto controversi e questa risposta fu semplice ma complessa, quasi quanto la sua famosa equazione E = mc 2.

Ma la storia non finisce qui. Molti anni dopo, Stephen Hawking , il padre della Meccanica Quantistica, nel saggio “La natura dello spazio e del tempo” scrive: “Einstein, quindi, sbagliò quando disse: “Dio non gioca a dadi”. La considerazione dei buchi neri suggerisce infatti non solo che Dio gioca a dadi, ma che a volte ci confonde gettandoli dove non li si può vedere.”

Ma poi, perché MULTIVERSE?

Un intrigo mette a rischio l’intero multiverso e i personaggi devono evitare che questo accada. La voglia di sopraffare gli altri e di emergere può creare problemi anche nel multiverso. La conoscenza, se usata male, causa grandi problemi ma solo la conoscenza può risolverli. La storia ti coinvolge, si descrivono situazioni al limite del reale che, pur essendo raccontate in chiave fantasy, restano sempre legate al possibile senza mai lasciar intendere che il libro stia descrivendo qualcosa di puramente fantastico. Anzi, la convinzione è che il racconto un giorno diventerà realtà.

La trama srotola, con sapienza, le teorie sul multiverso, la teoria delle stringhe e la meccanica quantistica, ti permette di entrare nell’etica, nella filosofia senza mai lasciare la fisica, quella degli ultimi centocinquant’anni, dove il pensiero umano deve trovare risposte alla concretezza della realtà. Sono poi i personaggi a descrivere l’anima, ad accompagnarci fra i legami di quest’ultima con la magia. Il cervello umano e un super computer quantistico non sono poi così diversi. In uno ci sono i circuiti, i processori e il sistema operativo, nell’altro le sinapsi, la memoria e l’anima. E in un continuo gioco di suggestioni e rimandi, chiacchierando in terrazzo, due se stessi, di universi diversi, disvelano proprio questo segreto. L’anima è il sistema operativo del corpo umano. Che nasce con lui. Ma che può vivere oltre.

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