Capitolo 1 – L’ incubo

Audiolibro – Capitolo 1

Avvia l’audio del capitolo 1 e leggi il testo qui sotto


UNIVERSO #####, ###########

##:##, ## #####

Non c’era tempo per spiegare assolutamente niente.

Un ragazzo scappava nel panico, da un corridoio all’altro in quel dedalo che non sembrava avere più fine. I suoi capelli castani, infradiciati dal sudore che scendeva copiosamente lungo le sue tempie, ondeggiavano nell’atmosfera chiusa. La barba, anche quella di tono castano, aleggiava trascinata dal resto del volto, colto in un’espressione di puro e sincero terrore. La camicia a quadri, versione leggera di quelle che di norma portano i boscaioli per andare in montagna, di colore rosso e nero, era sgualcita dalla maratona esattamente come la maglietta nera che, con evidenti chiazze di sudore, sotto gli stava. I jeans e le scarpette, logore e consumate, resistevano ancora. Nonostante il giovane fosse robusto, i vestiti gli stavano decisamente larghi ed ondeggiavano al vento prodotto dalla corsa a perdifiato. Il fiatone riecheggiava all’interno di quella che sembrava la navata di una cattedrale.

Quel corridoio, adorno e ricco di rifiniture e dettagli, era un’opera d’arte. Le colonne, che strada facendo si alternavano, mettevano in mostra nelle proprie finezze ogni stile artistico noto al genere umano. Passando dai tre stili dell’antica Grecia, continuando per Etruschi, Romani e per le scuole medievali, arrivava al termine della stanza alle più altolocate scuole di design contemporaneo. Il pavimento, di uno stranissimo marmo dal tono ocra, aveva delle sfumature arancioni corallo che, in modo del tutto naturale all’interno del blocco di pietra, formavano dei quadrettoni connessi tra di loro. I finestroni a tutto sesto, su entrambe le mura laterali, avevano degli intarsi in acciaio che, illuminati dalla luna, riflettevano con dei bagliori bianchi la propria luce sul pavimento. Da diverse angolazioni, proprio quelle sfumature sarebbero state capaci di accecare chiunque le scrutasse con fare troppo minuzioso. Quello che rimaneva della luce proiettava delle ombre a terra, con la sagoma degli stipiti chiaramente riconoscibile.

Dal fondo del corridoio, completamente privo di luce, si sentiva uno scalpitio disumano. Sembrava fatto da un esercito, in corsa spedita contro il poveretto che stava decisamente scappando. Ma ad inseguire il giovane c’era soltanto una ragazza, la quale mostrava una compostezza totalmente innaturale nei propri gesti. A differenza di chi era intenta a pedinare, lei era più lenta per preservare una sorta di educazione nei propri gesti ed era anche vestita in modo diverso. Aveva addosso una tuta nera, con dettagli purpurei e violacei. I capelli, perfettamente pettinati ed in ordine, erano lunghi e castani, con dei riflessi verdi sulle punte appena percettibili. Il paio di occhiali, di colore azzurro, che riposavano sul suo volto nascondevano parzialmente l’espressione schizzata dell’inseguitrice. Era più in carne di colui che inseguiva e la tuta non faceva altro che accentuarne le curve.

L’adolescente, stremato, si voltò verso colei che lo tallonava. Coi pugni serrati, la scrutò fermandosi e sospirò affannato, abbandonandosi ad un monologo.

‹‹Che dire, finora me ne hai date davvero tante di rogne…›› lui a stento si reggeva in piedi per l’ansia, la furia e la stanchezza di quell’istante. ‹‹Vedo proprio che il tuo coltello è sempre più arrugginito… Ma non lo pulisci mai quel coso?››

Lei, nella mano destra, brandiva infatti un piccolo pugnale, la cui lama era sporca di qualcosa di imprecisato, rosso e simile a ruggine, che ricopriva anche le parti più vicine del manico e della mano. Quando quest’ultimo venne nominato dall’altro, venne naturale alla ragazza allargare il sorriso malsano che era già presente sul suo volto. Mentre lei inclinò leggermente la testa, il suo avversario decise di chiudere gli occhi.

‹‹So perfettamente che non mi risponderai, quando mai ne sei stata capace dopotutto…›› mantenendo gli occhi chiusi, lui sospirò. ‹‹Voglio farti un paio di domande… Secondo te, i peggiori su questa terra possono cambiare se solo facessero il minimo sforzo? O se non credi in questo… credi di essere al di sopra delle conseguenze di ciò che hai fatto?››

L’inseguito insisteva a non aprire le palpebre, mentre a sua insaputa l’attaccante si stava lentamente avvicinando, rispondendo con dei versi che, ad un orecchio inesperto, sarebbero risultati bestiali.

Fu solo nell’istante in cui poteva quasi sentire l’affannoso respiro di lei che lui decise di riaprire gli occhi. La sua pupilla destra splendeva di una luce rossastra, particolarmente forte e che sembrava quasi caricare elettricamente l’aria. Il pulviscolo nei dintorni di quest’ultima sembrava formare una vampata traslucida, con una nota tendente al rosso quasi riflessa dalle iridi luminescenti. La sclera, invece, era diventata più nera e scura della notte che si intravedeva dalle finestre. Mentre la giovane perse il sorriso, il ragazzo lo acquisiva confidente delle proprie capacità.

‹‹Cosa c’è, adesso hai paura?›› stringendo i pugni sempre più forte, lui ruggì contro di lei. ‹‹Andiamo, se proprio vuoi farmi del male fallo adesso! ORA NON RIDI PIÙ?›› sputando quelle parole, dalle mani del giovane uscì una riga di sangue per quanto se le stava stringendo.

‹‹LO SO PERCHÉ ADESSO NON FAI PIÙ NIENTE, È PERCHÉ TI SEI RESA CONTO CHE CI SONO DELLE CONSEGUEN-›› l’affermazione del ragazzo, carica di rabbia, venne troncata di netto da una pugnalata.

La sferzata della giovane era stata rapidissima. Era stata anche molto profonda, dalla spalla destra all’anca sinistra dell’aggredito. Ironia della sorte, il disegno di squarcio sulla t-shirt del pedinato era stato preso in pieno. Mentre lui si accasciava al suolo, la ragazza decise soddisfatta di proferire parola.

‹‹GAME OVER, RED!›› quelle urla sembravano provenire da un demone, non da quella che all’apparenza sarebbe stata una santarellina. Nel frattempo, lui che si teneva la ferita all’altezza del cuore, si accasciò nella pozzanghera del suo stesso sangue, che aveva cominciato troppo tardi a raggrumarsi.

Le forze lo stavano abbandonando quando…


Seleziona la prossima pagina multimediale

Torna alla home
Trailer
Capitolo 2 – Red e le stelle
Capitolo 3 – Mattina da Red
Capitolo 4 – Red incontra Science
Capitolo 5 – Science spiega magia e anima
Capitolo 6 – Conosciamo Camera
Spiegazione dell’anima