Capitolo 3 – Mattina da Red

Audiolibro – Capitolo 3

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UNIVERSO 45, APPARTAMENTO DI RED

07:32, 21 luglio 2021

Il paese si stava lentamente svegliando in quella tiepida mattina estiva, crogiolandosi alla calda luce del sole appena tornato.

Il cielo, cristallino, era di un azzurro oltremare che non si vedeva da un sacco di tempo. Il Sole, sorto da un paio d’ore, illuminava, coperto ancora dalle montagne, i due paesi ai bordi della valle. Qualche nuvola ogni tanto sorvolava Sassetano e andava verso Verteglia, altre nuvole invece si erano accampate sopra il convento di San Francesco, qualche altra invece si stava allontanando verso Cercetano. Una mattinata serena, insomma.

Le persone erano già consce da un po’, mentre scorrazzavano per strada senza riuscire a staccarsi dal comunicare nelle loro auto senza la minima interruzione. I vecchietti, al sicuro da quel pandemonio nei loro salotti, sonnecchiavano al sentire il notiziario del mattino che trasmetteva sempre le solite notizie. Gli adulti rimasti a casa o si stavano preparando per andare a lavoro o si stavano organizzando, sempre al cellulare, per ritrovarsi, andare a far festa e scampagnate di ogni tipo. I ragazzi, ancora ignari di tutto questo, stavano dormendo con i ventilatori accesi al massimo per combattere il calore estivo.

Fu proprio un clacson al pianterreno a svegliare Red, che ancora appisolato si alzò di scatto e colpì con la fronte la mensola sopra al letto. Mentre i libri si riassestavano dopo l’urto, il giovane si tenne la testa per il dolore, imprecando.

‹‹COMPLIMENTI, ATTEGGIAMENTO MOLTO MATURO PER UNA DIVINITÀ, DIO!›› indolenzito, il dormiglione alzò un pugno chiuso al soffitto, continuando a lamentarsi e a reggere la parte lesa con l’altra mano.

‹‹Mamma mia quanto sei deficiente…›› il fratello minore dell’adolescente, che casualmente stava passando di lì in quel momento, commentò la sfortuna del suo fratellone.

Qualche centimetro più basso e con un colore di capelli decisamente più bruno e scuro, Francesco era di tre anni più giovane del diciannovenne. I due erano inseparabili, il più delle volte scherzavano facendo battute insieme e si difendevano a vicenda nel caso in cui uno dei due facesse qualche cavolata ed i genitori ritenessero opportuna una sgridata. Francesco era molto più robusto del fratello maggiore, avendo lui una vita sociale più dinamica e vivace, ogni tanto accompagnata da qualche allenamento in palestra dove era riuscito a ottenere risultati ammirevoli. Ancora in canotta e pantaloncini, che per lui erano sinonimi del pigiama nei mesi estivi, stava andando verso la cucina per fare colazione.

‹‹Andiamo, coglione! Ti stiamo aspettando da mezz’ora!›› Francesco insistette, quasi stanco di aspettare.

‹‹Sto arrivando… un secondo…›› sbadigliò dolorante Red.

‹‹Uno! Sbrigati!›› avviandosi, Francesco lo lasciò indietro.

Infilando di nuovo le ciabatte che aveva messo la sera prima, Red sistemò alla meno peggio il letto, per poi seguire il fratello. Le occhiaie, che aveva già quando alle tre di notte gli era venuta la brillante idea di fare foto al cielo stellato, erano uscite soltanto più appariscenti dalla genialata. E non era il solo evento in casa che aveva lasciato i postumi della sera precedente, il soggiorno infatti era ancora in disordine.

La partita tra Italia ed Inghilterra, che decretava il termine del campionato europeo in mano agli azzurri, convinse i quattro inquilini ad uscire di casa per sbandierare per la prima volta, correndo in macchina attraverso il paesino anche se non erano mai stati fanatici del calcio. Ovviamente, nella foga del momento, il tavolino era rimasto intatto con sopra la roba da buttare. I divani, messi in disordine con le coperte appoggiate sullo schienale, facevano da sfondo ai cartoni di pizza sparpagliati sul tavolo assieme alle lattine di Coca-Cola e le bottiglie di birra. Il tappeto, però, era stato sgomberato dalle briciole, probabilmente grazie a qualcuno che quella mattina aveva passato l’aspirapolvere.

In cucina la situazione rifletteva quello che succedeva anche fuori. I genitori dei due avevano appena finito di preparare quattro tazzine di caffè, mentre Francesco sorseggiava la sua indisturbato. All’arrivo del figlio maggiore, il padre di famiglia cominciò a parlare.

‹‹Alla buon’ora, Red!›› porgendogli un espresso, il genitore reclamò con fare sarcastico.

Se si confrontavano i due a parità di età, le somiglianze non erano solo estremamente evidenti, erano anche rimarcate fino allo sfinimento da chi le notava incredulo. I capelli erano sbiaditi, la conoscenza era diventata più grande ed ampia, c’era anche qualche centimetro d’altezza in più, ma in fin dei conti quelli erano gli effetti dei trentott’anni di differenza che li separavano. Tutti auspicavano al ragazzo una carriera grandiosa, seguendo magari le orme del padre e passando per le più alte cariche istituzionali che la sua carriera tecnica, nel corso del tempo, gli aveva concesso ma quella carriera, così carica di doveri ed impegni, di onori ed oneri, stava decisamente stretta al ragazzo, anche solo concettualmente. E poi, tutto sommato, Red puntava a cose completamente diverse nella propria vita. Realizzare quegli auspici sarebbe stato anche improbabile, per non dire impossibile.

‹‹Buongiorno anche a te, papà… per la cronaca oggi mi sono svegliato prima di te, quindi niente commentini ironici, grazie mille…›› il ragazzo, stanco e ormai resiliente allo scherno dell’universo nei suoi confronti, seguì gli altri a sorseggiare il proprio caffè di cui in quell’istante aveva bisogno per carburare meglio.

‹‹Che è successo? Altro incubo?›› l’adulto, al sentire le parole che suo figlio gli stava rivolgendo, si voltò verso di lui con un’espressione crucciata, un misto di compatimento e preoccupazione, tentando di capire cosa non andasse anche soltanto tramite un’occhiata.

Usando le sue stesse armi contro di lui, Red ribatté in modo sarcastico. ‹‹Esattamente! Aggiudicato il mongolino d’oro a papà!››

Mentre il fratello si faceva placidamente i fatti suoi e la madre ascoltava la discussione con la stessa espressione inquieta di suo marito, il padre squadrò crucciato il figlio, che nel mentre gli sorrideva come al suo solito, con una nota di sarcasmo.

‹‹Solito incubo, non è vero? ›› l’uomo, che nel mentre si avvicinò al ragazzo dandogli una lieve pacca sulla spalla, gli domandò qualche informazione in più.

‹‹Centro anche stavolta… Non mi va troppo di parlarne, mi conosci. E poi, ormai si sa già come evolve la situazione…›› sospirando, il giovane ignorò la situazione e buttò giù l’amara pillola accompagnandola con un sorso di caffè, socchiudendo gli occhi.

‹‹La situazione non sta migliorando per niente, dobbiamo un po’ parlare con-››

La frase dell’uomo venne interrotta dal cicalino del citofono che, in quel momento, decise di trillare.

‹‹Vado io…›› la madre di Red e Francesco si avviò verso la cornetta del cicalino, mentre gli altri tre finivano di fare colazione. Padre e fratello minore finirono alacremente, andando altrettanto velocemente sul terrazzo per capire chi avesse citofonato. Il fratello maggiore invece se ne stava in cucina a riempirsi una tazza di latte, mentre pensava la stessa cosa che ora pervadeva le menti della casa.

Non poteva essere uno degli invitati al picnic di quella giornata in montagna, l’appuntamento era all’Orto dei Taralli e soprattutto tra mezz’ora. Il vecchio nonno dei due ragazzi non era un’opzione, dopo la pandemia non riusciva ad uscire di casa come un tempo e quindi andare a trovarlo era l’unica via per vederlo.

Il flusso dei pensieri venne interrotto dalla madre, che incredula chiamò il figlio maggiore al citofono nello sconcerto. Non sbiadiva mai dal nulla, soprattutto visti i tre uomini che doveva gestire ogni giorno. Era una donna energica, forte, con moltissimo da accreditare al suo passato da lavoratrice. Le sue preoccupazioni, primariamente associate ai suoi due ragazzi, spesso non erano capaci di scalfirla ma questa volta era il caso.

‹‹Red… la voce al citofono è uguale alla tua…›› la donna, alta poco meno della spalla del figlio che aveva chiamato, stava impallidendo sempre di più dal momento in cui aveva preso in mano la cornetta.

‹‹E siamo alla quinta volta questo mese… ‘sto branco di deficienti che prendono e editano i miei video per farmi ‘sti scherzetti non li tollero davvero più!›› il ragazzo, stringendo il manico della tazza che si era portato dalla cucina, si alterò a vista d’occhio massaggiandosi le palpebre chiuse. ‹‹Giuro che questa è la volta buona che mi sentono!››

Mentre parlava, il giovane si avviò verso la porta stringendo la coppa ben salda. A giudicare dalla sua reazione, così improvvisa e iraconda, aveva probabilmente in programma di lanciarla contro i ragazzini che quel giorno, così come tante altre volte, avevano giocato il solito e ormai monotono scherzo.

Prima che qualcuno potesse dirgli di trattare i giovinastri al piano terra meglio di quanto avesse in programma di fare, Red stava già scendendo giù per le scale.


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Trailer
Capitolo 1 – L’incubo
Capitolo 2 – Red e le stelle
Capitolo 4 – Red incontra Science
Capitolo 5 – Science spiega magia e anima
Capitolo 6 – Conosciamo Camera
Spiegazione dell’anima