Capitolo 5 – Science spiega magia e anima

Audiolibro – Capitolo 5

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Universo 45, appartamento di Red

08:13, 21 luglio 2021

‹‹Oh, grazie mille Science…›› il ragazzo fremeva dalla voglia di capire quante più informazioni erano necessarie a comprendere ciò che era appena successo, nel minor tempo possibile. ‹‹Ma adesso non perdiamoci in chiacchere e veniamo al punto. Come funziona, esattamente, quella pistola che hai usato prima?››

Lo scienziato, guardandosi attorno e aprendo le mani, sfarfallando con le dita con intento sfacciatamente ironico, disse ‹‹Magiiiiiiiia…››

‹‹E dai, caro me stesso, mi aspettavo una spiegazione un attimino più razionale da te!›› Red ridacchiò rumorosamente.

‹‹Ti giuro su quello che vuoi, non ti sto prendendo per i fondelli!›› Science ribatté, tornando semiserio in un batter d’occhio. ‹‹Immagino tu sappia che cos’è la magia, vero?››

‹‹Quel concetto, pseudo-paranormale, che veniva utilizzato nel tredicesimo secolo per carbonizzare le donne troppo acculturate, etichettandole come streghe? Sì, credo di saperne qualcosa…›› replicò Red amareggiato. ‹‹Credo proprio serva un qualcosa per controllare se le leggi fisiche sono le stesse da me e da te…››

Entrambi si guardarono con sguardo complice, consapevoli di ciò che stava per arrivare ma soprattutto consapevoli che entrambi avrebbero reagito praticamente allo stesso modo data la stessa scintilla.

‹‹Due più due?››

‹‹Quattro. Meno per meno?››

‹‹Più. Derivata di x alla quarta?››

‹‹Quattro x alla terza. Integrale di cinque x alla quarta?››

‹‹Dai, questo era proprio banale, x alla quinta. Forza uguale?››

‹‹Derivata del momento meccanico nel tempo! Momento d’inerzia uguale?››

‹‹Integrale volumetrico della densità! ENERGIA UGUALE?››

‹‹RADICAL MASSA QUADRA CI QUARTA PIÙ MOMENTO QUADRO CI QUADRO!››

La gara, carica di tensione, aveva lasciato entrambi col fiatone e col sorriso stampato in faccia. Guardandosi entrambi negli occhi, si fecero entrambi una risata affannati.

‹‹Ok, Science… direi che abbiamo la stessa fisica!›› Red rideva sempre più forte, man mano che parlava.

‹‹Lo avevo intuito già dal fatto che tu sapessi di cosa stavo parlando nell’atrio!›› sghignazzando, Science si ricompose.

‹‹A questo punto la domanda sorge spontanea. Cosa intendi per magia?›› domandò Red incuriosito dalle parole del suo doppione.

‹‹Evidentemente, da quello che mi hai appena detto, da queste parti non sapete cosa sia in modo rigoroso e scientifico.›› Science si sdraiò su una sedia di metallo che stava nei paraggi accanto ad un tavolo in plastica, con le mani dietro la nuca e le gambe accavallate. ‹‹Se ti interessa ti spiego.››

‹‹Puoi anche levare il “se ti interessa”, partiamo da questo presupposto. Comincia pure a darlo per scontato.›› rise ironicamente Red.

‹‹E va bene, vuoto il sacco allora.›› Science cominciò a spiegare. ‹‹Da me la magia è un qualcosa che hanno tutti gli esseri senzienti. A quanto pare sarebbe un flusso di particelle elettroniche cariche positivamente, in parole povere una corrente di positroni, che viene generata dall’anima.›› Science si piegò lungo il tavolo, mettendo i gomiti sul piano e le mani congiunte all’altezza della bocca, quasi come se volesse tastare e toccare il proprio linguaggio prima di farlo andare via.

‹‹Dall’anima? Mi hai perso di nuovo, cosa intendi?›› Red, nuovamente perplesso, stava assorbendo informazioni come una spugna.

‹‹Immagino che tu non sappia neanche in questo caso di cosa stia parlando. Lascia che ti spieghi anche questo, magari dopo ti faccio vedere la mia.›› Science espresse la propria conoscenza sorridendo.

‹‹Devi sapere che l’anima è una sorta di organo che hanno tutti quanti gli esseri viventi e che si sviluppa di pari passo con il cervello. Gli esseri umani sono la specie con l’anima più evoluta sulla faccia della Terra e si stima che il suo sviluppo sia direttamente connesso a quello di alcune capacità neurologiche, come il parlare, l’ausilio della magia e il fare ragionamenti complessi, ma c’è ancora tantissimo da studiare. Campo complesso come la neurologia, in fin dei conti. Dicono che sia composta di un materiale studiato da un certo René Descartes nella prima metà del Seicento. Dato che questa sostanza non interagisce quasi con niente, motivo per cui l’anima non è propriamente classificabile come organo del corpo umano, è stata chiamata “res cogitans”, letteralmente “sostanza pensante”.››

‹‹Dalle nostre parti le sue furono soltanto teorie. Anche noi abbiamo, nel nostro mondo filosofico, il creatore di “Cogito ergo sum”. Interessante come, a quanto pare, condividiamo anche la storia della filosofia.›› Red, nel mentre, si appoggiò allo stesso modo del suo corrispettivo, afferrando e catalogando ogni nuova nozione che chi aveva di fronte gli aveva cortesemente donato.

‹‹Certamente curioso, ma torniamo al punto e non divaghiamo. Con questo argomento, in particolare, la filosofia è di casa.›› Science proseguì risoluto e sicuro nella sua illustrazione, senza accennare alla pausa se non alla fine della frase. ‹‹In pratica, l’anima produce costantemente positroni tramite il decadimento radioattivo del potassio-40 nel cervello e, più di preciso, nell’ipotalamo o, per citare Cartesio, la ghiandola pineale. Quest’ultima viene influenzata dalla res cogitans nell’anima la quale, in termini moderni, promuove il decadimento radioattivo e in questo modo genera positroni in specifiche aree dell’ipotalamo. Questi positroni assorbono la frequenza dell’anima e il corpo può gestirli come meglio crede sulla via per espellerli, per questo la magia ha sempre il colore dell’anima di chi la usa. Poi al resto ci pensano le formule di Einstein e gli elettroni degli atomi dove i positroni vengono sparati usando la sola forza del pensiero. In questo caso la forza del pensiero non è qualcosa di astratto e sovrannaturale, ma sono appunto i campi elettrici dei neuroni che si scambiano informazioni.››

‹‹Oltre al generare magia, che ruolo ha l’anima nel corpo?›› chiese Red, affamato di altre nozioni.

‹‹La stavo quasi aspettando questa domanda, non te lo nego affatto. L’anima svolge anche un’altra importantissima funzione. Sai, le sinapsi celebrali non sono molto adatte a generare una visione del mondo coerente e specifica come quella che stai sperimentando tu in quest’istante. Sono eccellenti per fare qualsiasi calcolo, senz’ombra di dubbio, ma manca ancora una cosa…›› l’affermazione di Science venne fermata dall’intuizione di Red.

‹‹I neuroni sono l’hardware, le sinapsi sono i fili e manca il software da farci girare sopra, quindi è a questo che serve l’anima! Che figata!››

‹‹Sei sicuro che la magia non la sai già usare e che non mi stai leggendo nel pensiero?›› domandò Science ridacchiando divertito.

‹‹Ti giuro, non sapevo niente di magia ed anima fino a qualche minuto fa quando tu hai cominciato a parlarmene!›› Red rise di gusto rispondendo.

‹‹Credo di avere una mezz’idea su cosa tu voglia chiedermi adesso e a questo punto te lo dico anche prima che tu possa farmi la domanda, ti batto sul tempo! Come ho già accennato prima l’anima è un qualcosa di concreto, che può essere studiato e soprattutto con cui è possibile interagire. Se fatta comparire, sembra fatta di cristallo e il colore di quest’ultimo viene determinato in un modo alquanto sfizioso, ti dirò!››

‹‹Illuminami pure allora!›› Red, dopo la risatina, era tornato ad apprendere come mai prima d’allora.

‹‹Il colore dell’anima viene determinato col tratto della personalità presente in maggior quantità da chi la possiede.›› Science si alzò in piedi e tornò lentamente alla balaustra per ammirare meglio il panorama. ‹‹Da noi gli psicologi hanno formulato una teoria, secondo la quale l’indole e l’atteggiamento di una persona sarebbero scomponibili in sette tratti di base. Determinazione, coraggio, giustizia, gentilezza, pazienza, integrità e perseveranza. Il tratto presente in quantità maggiore dà il colore al cristallo, essendo l’anima a tutti gli effetti una miscela di questi sette tratti che possono anche essere espressi come sette elementi della res cogitans e nulla di più. Se l’anima è rossa il tratto che va per la maggiore è la determinazione. Se è arancione il tratto che cerchiamo è il coraggio. Il colore giallo è sinonimo di giustizia, il verde equivale alla gentilezza. L’azzurro è comparabile alla pazienza, il blu è il colore dell’integrità e la perseveranza viene rappresentata dal viola.›› Science, contando sulle proprie dita i tratti che doveva ancora esporre, proseguì allegro per tutta la spiegazione.

‹‹Tutto molto bello come teoria… e soprattutto molto simile ad una mia teoria sulla personalità che stavo pensando da un bel po’ di tempo… Ma in pratica? Che posso fare in senso concreto senza avere ragionamenti per mezzo?›› Red fremeva dalla voglia di rendere realtà ciò che aveva ascoltato in quel breve lasso di tempo, a patto che non fosse troppo complicato da mettere in pratica.

‹‹In senso concreto, puoi evocare la tua anima. Serve davvero una quantità irrisoria di magia per farlo e direi che sei stato in mia presenza abbastanza a lungo da poterci riuscire.›› Science, voltandosi verso di Red, gli fece segno di alzarsi e di seguirlo vicino al limite del balcone, per poi appollaiarsi con le braccia lungo il parapetto. ‹‹Perché sì, ogni singolo essere in grado di produrre magia con la propria anima la emana, a tutti gli effetti come una radiazione, e chiunque ne viene colpito per la prima volta comincia a produrne da sé.››

‹‹Da come ne stai parlando sembra quasi qualcosa di pericoloso…›› Red, scoraggiato da quest’ultima nozione, indietreggiò abbastanza impaurito.

‹‹Ma che pericoloso e pericoloso!›› Science diede un colpetto sulla spalla di Red andandogli incontro, con uno sguardo rassicurante. ‹‹È completamente sicuro, tutta roba che tra l’altro produci tu! Per riuscirci non ti serve altro che concentrarti, nulla di più! Ti faccio vedere come le anime appaiono per gli esseri umani, poi se vuoi puoi anche provarci.››

Mentre interloquiva con Red, la sclera dell’occhio destro di Science si scurì leggermente e l’iride di entrambi gli occhi assunse un colorito leggermente più chiaro e tendente al blu. Il novizio fissò attentamente questi cambiamenti, mentre Science gli regalò una risatina al vederlo così meravigliato. Dopo pochi istanti, l’occhio annerito tornò normale mentre l’intellettuale fece un cenno a Red di guardare in basso, all’altezza del suo petto.

Ed infatti qualcosa lì era cambiato. A pochi centimetri dallo sterno di Science, all’altezza del suo diaframma, era apparso un cuore di cristallo. A giudicare dall’intenso colore blu cobalto che rifletteva, sembrava fatto di lapislazzuli. Fluttuava, appena sopra la mano di Science e, ad occhio e croce, era più o meno grande quanto il palmo su cui levitava.

Dapprima esitante, sconvolto da quell’oggettino creato dal nulla, Red si voltò verso Science in cerca di una qualsiasi spiegazione, la quale fu racchiusa in una domanda.

‹‹Hai detto che la res cogitans non interagisce con la materia, quindi neanche con i fotoni. Come sto vedendo la tua anima in quest’istante?››

‹‹Molto semplice, caro me. L’anima che vedi è fatta di magia, che nel corso del tempo consuma e genera per sostentarsi. Se decidi di farla apparire, la magia di cui l’anima è composta in superficie reagisce con l’aria, emanando luce che tu vedi come un oggetto a livello macroscopico.›› Science giocherellò con il suo nucleo, passandoselo da una mano all’altra senza troppi convenevoli. Facendolo intenzionalmente cadere, si rivolse di nuovo a Red. ‹‹E per la cronaca, controlli tu dove sta e soprattutto come si sposta. Tocca a te ora?››

‹‹Va bene, ci provo…›› il ragazzo, prima timoroso, si fece coraggio e chiuse gli occhi. Riaprendoli dopo pochi istanti, rese noti altri dubbi.

‹‹Su cosa mi dovrei concentrare esattamente?››

‹‹Dovresti concentrarti su tutte le caratteristiche che la tua anima deve avere alla vista, al tatto e se ti va, anche per gli altri sensi.››

Richiudendo rapidamente gli occhi e spremendo di nuovo le meningi, Red ritentò, stavolta con successo. Poco al di sopra della sua mano destra, infatti, apparve un altro cuore, molto simile a quello che prima aveva manifestato l’altro. Stavolta il colore era un rosso carminio brillantissimo. Al vedere qualche piccola crepa sull’anima del suo doppelganger, tuttavia, Science perse il sorrisetto ironico che finora lo aveva accompagnato, in favore di uno sguardo crucciato per il suo alter ego.

‹‹Ehi, Red, sicuro di star bene?›› Science lo fissava, scrutando Red mentre lui riaprì gli occhi. Si riusciva quasi ad intravedere la trasformazione dell’occhio destro, ora completamente normale, che per un istante era stato nero con l’iride rossa quando era ancora chiuso.

‹‹Sto benone, come mai?›› Red, voltandosi verso ciò che aveva appena evocato, fece quasi i salti di gioia per esserci riuscito, tenuto a bada soltanto dalla domanda di Science.

‹‹Sai, l’integrità dell’anima di qualcuno… non il tratto della personalità ma la proprietà fisica… è legata a quanto quel qualcuno sta bene, a livello fisico ma anche e soprattutto a livello mentale.›› Science non riusciva a trattenersi dallo spiegare, nonostante fosse preoccupato. ‹‹Di conseguenza, dato che sulla tua anima c’è qualche crepa, mi viene spontanea la domanda…››

Al sentire quelle poche parole, Red tornò calmo ed abbassò lo sguardo, consapevole che Science aveva perfettamente ragione.

‹‹Ci sono cose di cui non ho particolare voglia di parlare, se me lo concedi…››

‹‹Ti spiace se faccio un controllo veloce?›› Science, afferrando un piccolo sensore all’interno della sua tasca, era pronto al segnale di Red ad applicarlo sulla sua anima. ‹‹Vorrei controllare un secondo una cosa, se non ti spiace.››

‹‹Fa pure, tranquillo…›› amareggiato per il ricordo di tutto quello che aveva passato nell’ultimo periodo, il cui ultimo episodio risaliva proprio alla sera precedente, Red acconsentì.

Non appena ricevette il via, Science appiccicò all’anima del suo corrispettivo il piccolo dispositivo, estraendo di colpo il suo cellulare dall’altra tasca. Mentre l’intellettuale controllava alcuni valori, Red scrutò tra le sue mani quel cristallo che entrambi additavano come l’essenza della sua coscienza. Se lo passò e se lo rigirò tra le mani, meravigliato di come il piccolo labirinto di silicio e rame non sprofondasse all’interno dell’oggetto a cui era attaccato e che se toccato, come Red stesso fece, non opponeva alcuna resistenza e sembrava quasi non esserci.

‹‹Ed infatti, come pensavo…›› Science, leggermente scosso da quello che aveva letto, guardò ancora più intimorito chi aveva di fronte. ‹‹Stai messo davvero male, Red…››

‹‹Direi di pensare ad altro, riposare non è esattamente il mio forte anche se è quello di cui avrei bisogno, me ne rendo conto…›› girando gli occhi a cotanta pesantezza, Red sospirò in cerca di un break a quel circolo vizioso.

‹‹Hai ragione, siamo uguali anche in questo.›› Science sorrise. ‹‹Ad ogni modo, per rispondere a tutti gli effetti al quesito che mi hai fatto prima… le portal gun funzionano tramite magiiiiiiiia.›› nel ripetere la parola che prima aveva separato dal resto della frase, Science ripeté anche lo stesso movimento, sfarfallando di nuovo con le mani.

‹‹Quindi, in parole povere, siamo batterie per pistole a portali… E chi se l’aspettava stamattina!›› Red ci rise su, smettendo di concentrarsi e di rendere visibile la propria anima.

‹‹Proprio come le batterie ci scarichiamo e ci ricarichiamo, ma sono cose di cui possiamo discutere anche dopo. Bell’analogia, caro mio!›› Science tornò subito a sorridere, sgranchendosi le dita delle mani. ‹‹A questo punto direi di andare da questo mio amico che ho menzionato con te prima e che mi ha consigliato di venirti a trovare, che ne dici?››

‹‹Veramente vorrei farti un’ultima domanda prima di andare.›› Red, curioso di un’ultima cosa, chiese. ‹‹Come mai prima, quando hai mostrato la tua anima e quando hai utilizzato la pistola al piano terra, il tuo occhio ha cambiato colore?››

‹‹In primis ti posso assicurare che anche il tuo ha fatto lo stesso quando anche tu hai evocato la tua di anima. In secondo luogo, si tratta di una questione di resistenza elettrica.›› Science, preparandosi al viaggio, iniziò a spiegare velocemente prima di partire. ‹‹Il flusso di particelle magiche funziona esattamente come un flusso elettrico. Tende a scorrere nel percorso di minor resistenza, che nel caso degli esseri umani è l’occhio della metà dominante del corpo. Se sei destrorso è l’occhio destro, se sei mancino il sinistro. La sclera diventa nera perché il deficit energetico causato dalla pupilla che si illumina fa in modo che l’occhio assorba più luce e quindi diventi nero, per poi riemettere la stessa luce, con la frequenza dell’anima, nell’iride.››

‹‹Capito tutto.›› Red si avvicinò a Science, con un’espressione di eccitazione ed entusiasmo ritrovati in volto. ‹‹A proposito di questo tuo amico che adesso andiamo a trovare, ti vorrei chiedere qualcosa di questa persona. A giudicare dal fatto che io e te siamo due versioni della stessa persona, tra virgolette, devo pensare che anche questo tuo amico sia un’altra nostra variante, un altro Red se così lo vogliamo definire. È così?››

‹‹In verità mi ha sempre detto di essere più simile a te che non a me, ma questo credo te lo dirà lui stesso. Andiamo?››


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Trailer
Capitolo 1 – L’incubo
Capitolo 2 – Red e le stelle
Capitolo 3 – Mattina da Red
Capitolo 4 – Red incontra Science
Capitolo 6 – Conosciamo Camera
Spiegazione dell’anima