La divulgazione scientifica dal trattato al racconto

Pubblichiamo l’articolo Almanacco della Scienza del 7 settembre 2022

Divulgare materie complesse non è facile. In “Multiverse – Il Creatore gioca a dadi”  si parla di un nuovo approccio per coinvolgere il pubblico grazie alla narrativa, per diffondere i risultati e le potenzialità della ricerca, specialmente quando si parla della fisica di frontiera  

PUBBLICATO IL 07/09/2022

La fisica di frontiera ha caratterizzato gli ultimi centocinquant’anni, ha creato non poche polemiche e cambiato il mondo in cui viviamo, ha dato vita ai computer, a internet, ci ha portati sulla Luna e ha scrutato il cosmo. Una disciplina che in passato solo pochi potevano comprendere ma che oggi viene vista in modo diverso. Una scienza è alla base della conoscenza, che spesso porta come risultato la tecnologia che utilizziamo tutti i giorni: il forno a microonde, il telefono cellulare, il navigatore satellitare e, nel prossimo futuro, la guida autonoma. L’informatica negli anni ’80 era per pochi. Oggi la utilizzano miliardi di persone e Internet, nato dall’esigenza di un gruppo di ricercatori, è diventato molto più del sistema di comunicazione che era in origine. È il mezzo con cui si combattono guerre, si governano nazioni, si prendono decisioni, si governa l’economia e, in alcuni casi, anche le opinioni.

La comunicazione è sempre più legata alla scienza e ci sono sempre più modi di comunicare. Una volta si scrivevano solo articoli scientifici, pubblicazioni e trattati, libri che contenevano ogni dettaglio e lo conservavano nel tempo. Oggi la comunicazione è sempre più veloce e non ha bisogno della carta. Si usa il digitale. La stessa scrittura lascia il passo a immagini, suoni, immersioni virtuali. Una conoscenza effimera?

Tra gli scaffali delle librerie un titolo particolare. “Multiverse – Il Creatore gioca a dadi”, un titolo per parafrasare Einstein, che disse che “Dio non gioca a dadi con l’Universo”, a cui Hawking rispose, anni dopo, “Dio non solo gioca a dadi ma li lancia dove non li possiamo trovare”. Il titolo fa da trailer del libro, dove troviamo un po’ della fisica degli ultimi decenni. La meccanica quantistica, la teoria delle stringhe, i wormhole, le teorie di Alcubierre e altro. Sentendo parlare di “multiverso” come materia per supereroi Marvel o tema di libri fantasy, il dubbio su cosa il libro contenga sorge spontaneo. Una storia fantastica tra fantascienza e mito o qualcosa di più?

I primi due capitoli portano alla prima ipotesi. Dal terzo capitolo in poi la fisica è il filo conduttore del libro e la storia fantastica serve a rendere la lettura fluida, a portare un lettore inesperto nel mondo delle scienze. Tecnologia, fisica e anche filosofia, etica e teologia pervadono tutto il racconto, che non lascia mai il “possibile” che la scienza ci chiede di studiare.  

MULTIVERSE – Il racconto le impressioni e le riflessioni

Perché ho notato il Libro

Una copertina particolare ma non eccezionale. Girando il libro si gira l’immagine. Bella idea.

Titolo e quarta di copertina hanno, poi, attratto la mia attenzione. Entrambi interessanti.

MULTIVERSE – Il creatore gioca a dadi.

I fisici intuiscono immediatamente il significato del titolo, gli altri difficilmente lo capiranno.

Ecco il perché.

Einstein fece l’affermazioneDio non gioca a dadi con l’universoin tono polemico.Stephen Hawking, anni dopo, rispose “Einstein, quindi, sbagliò quando disse: Dio non gioca a dadi. Dio gioca a dadi, ma che a volte ci confonde gettandoli dove non li si può vedere.”

In quarta invece leggo “Prendi la fisica, quella teorica che chiacchiera con la filosofia.” Qui la situazione si fa più intrigante. Fisica e filosofia sono sempre stati argomenti contrapposti ma profondamente legati. La filosofia per me è la genitrice della fisica. Continuo a leggere. “Rifletti su come tutto è iniziato, come si è evoluto fino a capire cosa sia la magia, l’anima e l’essere.” Insomma, fisica, filosofia, magia, anima e, per finire, l’essere. Mamma mia, quanta roba!

Una lettura veloce

A questo punto il libro merita un primo assaggio e passo alla lettura del primo capitolo.

Scena noir. Un ragazzo scappa in una cattedrale che racchiude tutti gli stili architettonici conosciuti e finisce con un omicidio. Sinceramente ho pensato di aver sbagliato libro. Continuo la lettura solo perché quello strano primo capitolo mi ha immerso nella scena per il modo con cui è stata descritta.

Nei due capitoli successivi esce fuori la storia, fantastica, basata su conoscenze di fisica approfondite, spiegate in modo semplice, credo, per coinvolgere anche i meno esperti. La narrazione è fanta-scientifica, ideale per ragazzi che vogliono sognare imparando o imparare sognando, fate voi.

A Caldo

Trovo le idee narrative interessanti perché permettono di entrare nell’etica, nella filosofia e nella scienza seguendo un racconto fantasioso che non scade mai nel fantasy, quello fiabesco. C’è molta fisica, quella di cui si parla molto oggi, quella dove il pensiero umano cerca di trovare risposte per una concretezza della realtà cercando di intravedere il futuro.

La storia è coinvolgente, descrive situazioni al limite del reale che, pur essendo raccontate in un crescendo avventuroso resta sempre legata al possibile senza mai lasciarsi in qualcosa di puramente fantasioso. Anzi, la convinzione è che il racconto un giorno possa diventare realtà e questo induce a proseguire la lettura per capire quale sia il limite del possibile. Il filo conduttore resta la conoscenza e questo da un senso reale al racconto.

Il contesto

Il racconto srotola le teorie sul multiverso, teoria delle stringhe e meccanica quantistica. Temi complessi che, però, non sono mai predominanti altrimenti farebbero scappare i ragazzi che amano invece non impegnarsi ma rilassarsi. Dopo qualche capitolo quei concetti servono per comprendere la trama e per seguire la storia ma se ne può fare anche a meno, volendo. Si affaccia anche un pizzico di filosofia con Cartesio. Qui fa ingresso la magia e l’anima. Va ridetto che neppure la magia scade nel fantastico ma resta legata al reale. Diventa qualcosa che descrive quello che non conosciamo ancora ma che esiste. Non si parla di fate, stregoni e animali volanti ma di ragazzi del mondo di oggi che possono diventare il fulcro e la speranza per salvare non solo il nostro mondo bensì tutto il multiverso.

Il Racconto

Un gruppo di ragazzi che hanno scoperto come viaggiare nel multiverso vivono le loro esistenze e scambiano con i loro sosia di altri universi le esperienze e le proprie conoscenze. Si scoprono, si conoscono, apprendono come sono i loro cloni calati in mondi simili ma diversi. Creano una compagnia che scopre sempre nuove cose grazie al trasferimento di conoscenza e di esperienze. Conoscono anche i creatori ed in particolare colui che ha creato l’intero multiverso. Tutto sembra andare per il meglio fino a quando uno di loro scopre che qualcosa non torna, qualcosa sta mettendo in pericolo l’intero multiverso. Tutti si riuniscono per capire cosa sta accadendo e la scelta non sarà facile. La conoscenza, usata male, può causare grandi problemi ma solo la conoscenza può aiutarli.

Le mie impressioni

Il racconto riflette il mondo attuale. Persone che cercano di convincere altre delle loro idee. Scelte politiche che vanno sponsorizzate e condivise. Scienziati che devono scoprire nuove soluzioni per salvare il mondo. Gruppi contrapposti che seguono linee divergenti, in competizione si scontrano e combattono senza esclusione di colpi. Insomma, c’è lo spaccato della società odierna vista dai giovani.

Usare quello che è il nostro potenziale è il messaggio non scritto ed usarlo bene.

Le mie riflessioni

Mi sono a lungo soffermato su un particolare. Il pensiero su etica e filosofia per arrivare a descrivere l’anima. Il modo con cui si descrive l’anima lascia riflettere a lungo. Il cervello umano ed un super computer non sono poi così diversi. Uno ha i circuiti, i processori e il sistema operativo, l’altro ha le sinapsi, la memoria e l’anima. Cosa permette ad un computer di diventare sensiente e come sarà l’intelligenza artificiale? Cosa permette al cervello di generare una coscienza e di immaginare? Leggere la descrizione dell’anima mi ha lasciato pensare a lungo. Tutto questo è accaduto in un semplice passo in cui, due se stessi provenienti da universi diversi, se lo raccontano facendo due chiacchiere in terrazzo mentre sorseggiano una bibita.