Le domande che arrivano più spesso
Alcune vengono dal pubblico delle presentazioni, altre sono arrivate per messaggio. Risponde l’autore.
Sul libro
Come nasce MULTIVERSE?
MULTIVERSE in realtà nasce per caso. Nel lontano 2019, ho fatto un incubo per circa sei o sette mesi di fila e mi son detto che, prima o poi, dovevo metterlo su carta. Volevo mettere alla prova da un po’ la mia capacità di scrivere testi e quindi, un giorno di settembre del 2021, mi sono deciso e ho messo per iscritto quell’incubo dopo averlo rifatto per l’ennesima volta una sera.
Rileggendolo, mi sono detto che non poteva rimanere fine a sé stesso e, dopo aver tirato testate alla tastiera per sei mesi, a marzo 2022 avevo sul desktop Il Creatore gioca a dadi.
Perché il primo capitolo è così diverso dal resto?
Perché l’ho vissuto. La trascrizione di quell’incubo, al netto di rimaneggiamenti vari, è il primo capitolo de Il Creatore gioca a dadi.
Tutte le teorie scientifiche del libro sono verificabili?
Assolutamente sì. Al netto degli aspetti fantasy come magia e anima, che comunque sono spiegati sotto una lente scientifica, tutto è veritiero a tal punto che s’è espresso il CNR.
Fisica, filosofia ed etica. Perché le fai convivere?
Convivono nella mia testa e mi hanno sempre interessato, perché fare altrimenti in qualcosa che resta ai posteri?
Perché hai scelto l’autopubblicazione?
Non volevo sottostare a case editrici e contratti di sorta. Alla fine dei conti, non mi sarei mai immaginato che, successivamente, dalla mia testa sarebbe uscito un trattato oltre al romanzo. Non potevo assolutamente sapere che avrei poi intrapreso questa strada. D’altro canto, mi serviva anche pubblicare il romanzo abbastanza velocemente. Mi serviva il libro cartaceo per qualcosa che non sono neanche sicuro di poter menzionare in pubblica sede.
Sul multiverso
In questa saga si parla di metaverso?
Penso sia una delle cose che più mi sono state chieste nel corso del tempo. La risposta è no. Il metaverso è uno spazio virtuale, il multiverso invece è un concetto di fisica. Suonano solo simili, ma non lo sono nella sostanza.
I viaggi interstellari come li racconti esisteranno davvero?
Difficile, ma mai dire mai. La matematica dice che si può fare. E a tutti quelli che mi daranno contro, porto un controesempio.
Il 9 ottobre 1903, il New York Times titola «Macchine volanti che non volano», dicendo che l’ingegneria non avrebbe prodotto macchine volanti più pesanti dell’aria per un tempo compreso tra l’uno e i dieci milioni di anni. 69 giorni dopo, i fratelli Wright fanno volare il primo aereo.
Di nuovo, mai dire mai. Se non ci estinguiamo prima, si può fare.
I personaggi sono geneticamente identici tra loro?
Snì. L’epigenetica sostiene che anche le esperienze cambiano il modo in cui il genoma viene espresso. Ciononostante, le condizioni di partenza di ogni insieme di doppioni rimangono le stesse.
Questo vuol dire che sono sì la stessa persona, ma i cambiamenti dovuti al fatto che vivono in un contesto diverso, hanno esperienze diverse e hanno fatto scelte diverse porteranno al fatto che saranno diversi. Penso il termine più adatto sia doppelgänger.
Da dove viene il nome «Blaze»?
Canonicamente, è la parte in comune dei nickname che i vari Blaze hanno nelle loro versioni di Internet. Meta-narrativamente, potrei aver preso ispirazione da un nickname o due che ho visto nel corso del tempo.
Quello che succede nel libro potrebbe accadere davvero?
E chi dice che non sia successo davvero?
Battute a parte, dipende dalla timeline di riferimento. Tutti possono tifare per questo o quell’esito, l’interpretazione a molti mondi della meccanica quantistica sostiene che in almeno un universo tutti sono stati accontentati. Ancora tutto da vedere.
Hai una domanda che qui non c’è?
Scrivila a info@multiversesaga.eu, oppure manda un messaggio al profilo Instagram della saga. Le domande che ci arrivano più spesso finiranno qui.