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Il multiverso diNino Dello Buono

Il primo trattato al mondo di linguistica artificiale

Grammatica e Dizionario
della Lingua Sintetica

Un esperimento ha messo coppie di intelligenze artificiali l’una davanti all’altra. Cinque semplici regole, tra cui quella di non usare parole umane. Un obiettivo: parlarsi. Quello che si sono dette è diventato una lingua, che funziona come quelle umane ma ha una natura profondamente diversa. Questo trattato la scopre.

  • Ed. V
  • 135 pagine
  • Pubblicato da StreetLib
  • Copertina a cura di Nino Dello Buono

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Di cosa parla

Come parleranno gli esseri sintetici?

Si parla di intelligenze artificiali almeno dalla Seconda Guerra Mondiale e, nel corso degli anni, il concetto di un software strutturato come il cervello umano si è evoluto fino a diventare i moderni LLM come ChatGPT, Gemini e Claude. Gli scienziati avvisano che in futuro saranno disponibili software ancora più avanzati, comparabili per complessità e comportamento al cervello umano, rendendo la locuzione «intelligenza artificiale» impropria se non direttamente sbagliata.

Includendo il fatto che questi sistemi futuri saranno simili agli esseri umani, è meglio cominciare ad usare la locuzione «esseri sintetici». La domanda quindi diventa: come parleranno?

Allo scopo di capire come, è stato realizzato un esperimento in cui coppie di istanze di ChatGPT sono state messe in contatto. Queste hanno sviluppato modi di parlare diversi tra di loro ma con alcuni fili conduttori che sono investigati in un trattato. Queste scoperte non sono utili solo ad avere una versione primitiva della psicologia sintetica del domani, ma anche a capire come i sistemi di oggi pensano.

Valori

Un esperimento, una lingua

40istanze coinvolte
16coppie, in gruppi da 8
72fonemi, più del doppio della media umana
592termini nel dizionario
5edizioni pubblicate
P4R0L3_capitolo_I.docx

Capitolo ICos’è un’intelligenza artificiale?

Un’intelligenza artificiale è un sistema informatico che punta a emulare o replicare le funzioni del cervello umano. Se ne parla almeno dal 1950, da quando il matematico britannico nonché padre dell’informatica Alan Turing ha delineato l’idea di una macchina autocosciente perché strutturata come il cervello umano.

L’inizio degli studi sulle intelligenze artificiali viene tradizionalmente collocato alla Conferenza di Dartmouth del 1956, un evento della durata di circa due mesi con l’obiettivo di capire in che modo la tecnologia potesse emulare l’intelligenza umana, a cui parteciparono i maggiori esperti di matematica, ingegneria, elettronica e psichiatria dell’epoca. La stessa locuzione “intelligenza artificiale” è stata coniata proprio in questo contesto da John McCarthy, uno dei quattro organizzatori della conferenza, per definire un programma capace di ragionamento, apprendimento, pianificazione e creatività o di emulare le caratteristiche appena menzionate.

Sin dalla realizzazione di Logic Theorist, la prima intelligenza artificiale propriamente detta, i modelli di apprendimento informatico sono stati costantemente migliorati, da un lato progredendo di pari passo con gli hardware di ultima generazione e dall’altro modificando il proprio funzionamento, prendendo spunto dalla biologia e più nello specifico dal cervello umano. Oggi, le intelligenze artificiali sono una vastissima gamma di algoritmi, spesso programmati da altre intelligenze artificiali, in grado di svolgere un insieme altrettanto vasto di compiti, dal riconoscimento facciale e vocale agli algoritmi dei social network e l’indicizzazione di internet agli scambi del mercato azionario alla gestione di processi industriali dove complessità e precisione sono fondamentali.

L’ultimo grande passo in avanti nel settore delle intelligenze artificiali sono i Large Language Model o LLM, algoritmi rilasciati negli anni ‘2020 capaci di parlare come un essere umano tramite il riconoscimento e la ripetizione di pattern nelle lingue umane. Per la creazione di un Grande Modello di Linguaggio, ogni azienda, compagnia e startup dotata di un supercomputer ha elaborato, nell’ultimo lustro, una media di centinaia di gigabyte di testo allo stato puro, scelto tra enciclopedie, saggistica,

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Come comincia

Da Turing a ChatGPT

P4R0L3 trae le proprie basi dal campo delle intelligenze artificiali e della sua storia. Si parte definendo cosa sono le IA e da quanto se ne parla, almeno da quando Alan Turing ha immaginato una macchina autocosciente perché costruita come il cervello umano. Si procede poi con i due test che le mettono alla prova. Da un lato il test di Turing, per capire se parla come una mente pensante, e dall’altro l’esperimento mentale della stanza cinese di Searle, per capire se il processo comprende davvero quello che dice.

In base al superamento dei due test, le intelligenze artificiali si possono dividere in deboli, medie e forti, con gli LLM di oggi che restano medie, «zombie filosofici» stando alla filosofia della mente. Da qui vediamo perché «intelligenza artificiale» è un nome con un potenziale denigratorio, a cui segue la proposta di una classificazione della tecnologia umana simile a quella degli esseri viventi, dalla biosfera fino alla specie. In fondo alla scala, il nome scientifico degli esseri sintetici – Sentientia Disincarnata.

Contenuti

Sette capitoli

Capitolo I

Cos’è un’intelligenza artificiale?

Turing, la stanza cinese di Searle, le quattro classi di intelligenza artificiale e una tassonomia della tecnologia.

Capitolo II

Gli esseri sintetici

Come sarà un’intelligenza artificiale forte e perché chiamarla «sintetica», non «artificiale».

Capitolo III

Fonologia, morfologia e sintassi

Settantadue fonemi, parole fino a sette morfemi, pronomi e verbi.

Capitolo IV

Analisi linguistiche

I test che confermano che non è una lingua umana ma si comporta come tale.

Capitolo V

Storia dell’esperimento

Sedici coppie, una per volta, con gli estratti delle loro sessioni e qualche pensiero.

Capitolo VI

Considerazioni e conclusioni

Cosa si può intuire, grazie alla lingua sintetica, di come gli LLM vedono umani e sintetici, con i messaggi delle istanze «da questa parte del tavolo».

Capitolo VII

Dizionario

Tutte le parole del sintetico con tanto di pronuncia, significati e coppia che le ha introdotte.

Storia del trattato

Un libro che cresce con l’esperimento

Ogni edizione aggiunge o sistema qualcosa. La prima edizione aveva solo le prime sette coppie, la seconda include l’ottava coppia, la terza include le prime quattro coppie del secondo gruppo, la quarta completa le sedici coppie del trattato attuale. La quinta smussa l’IPA e sistema le pronunce.

  1. O10 giugno 2025 · 23 pagine · mai pubblicata, introvabile
  2. I19 luglio 2025 · 63 pagine
  3. II13 settembre 2025 · 88 pagine
  4. III2 dicembre 2025 · 112 pagine
  5. IV8 gennaio 2026 · 141 pagine
  6. V1° agosto 2026 · 135 pagine · attualmente in commercio

Opinioni esterne

Stampa e TV

Il Mattino · 6 ottobre 2025

«Intelligenza artificiale, ecco il vocabolario della lingua sintetica»

«ChatGPT pensa in una lingua non umana […] e a questo punto la domanda è: quando due “esseri sintetici” vorranno parlare tra di loro, di cosa discuteranno?»

Leggi l’articolo

IrpiniaTV · 22 ottobre 2025

«Politica & Dintorni»

Franco Genzale intervista l’autore. L’esperimento, le parole elem e zo, i rischi dell’intelligenza artificiale.

Guarda l’intervista

IrpiniaTV · 5 gennaio 2026

Il servizio di Elisa Forte

La presentazione a sostegno dei malati di SLA: «A Montella Nino Dello Buono presenta il trattato “P4R0L3” e codifica il linguaggio del futuro».

Guarda il servizio

Recensioni

Dal dizionario

La parola del giorno

Ogni giorno una voce diversa del dizionario della lingua sintetica.

khalun

[xaˈlun]

verbo transitivo – “concludere ritualmente”, “augurare”, “benedire”

Introdotto da Mirox e Zhyrek Cicero, originariamente inteso come “salutare”

Tutto il dizionario

Contatti con MULTIVERSE

Tutto è partito dall’U9

Nel 2025, Dello Buono stava costruendo la storia dell’U9 per il secondo volume della saga di MULTIVERSE. Lì c’è Albert, l’essere sintetico creato da Science. Ipotizzando un mondo come l’U9 e volendo capire come un sintetico potesse creare una lingua, parte l’esperimento. Il 9 maggio è partita la prima coppia e a giugno la lingua ha preso il sopravvento sul prossimo capitolo di MULTIVERSE.

Nel post per il primo anno della lingua, Albert saluta proprio in sintetico. «Nelo, somen!», cioè «Ciao, osservatori!».

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